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31 dicembre 2006

Mese della Memoria


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permalink | inviato da il 31/12/2006 alle 11:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

22 settembre 2006


Ringrazio tutti dei commenti! mi aspettavo assoluta indifferenza,evidentemente non frequento il mondo dei bloggers..è una colpa? è indispensabile conoscerlo per lanciare ogni tanto un urlo attraverso la rete? eruditemi.
In questo periodo il mio cervello sta elaborando troppi progetti. Per dargli sfogo qui ho bisogno di sistematizzarli e capire come "rovesciarli" su voi accaniti lettori del blog. Prima di darvi appuntamento alla prossima settimana, quando dovrò essere pronta, voglio ringraziare degli apprezzamenti espressi da uno dei commentatori. Non credo di meritarli per intero, ma gli (o le?) assicuro che cercherò di mantenere la caratteristica di parlar (in questo caso scrivere) chiaro .
p.s. devo confessarvi che uno dei motivi che mi "bloccano" è la ancora troppo scarsa dimestichezza con lo strumento del blog. Questa cosa che devi scrivere entro 20 minuti mi fa impazzire!
Ciao
Io




permalink | inviato da il 22/9/2006 alle 21:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

11 settembre 2006

Blogger debuttante allo sbaraglio

Ciao a tutte e tutti. Sono molto emozionata: è la mia prima volta sul blog...Il periodo nero è stato lungo, quasi peggio dell'incontro con il carcinoma, ma ora sono uscita a riveder le stelle. E so già che ci prenderò gusto a scribacchiare un po' di emozioni.
Ho appena finito di leggere il libro di Walter Veltroni. Buono, ma non mi pare il suo mestiere quello di romanziere. Ho trovato La scoperta dell'alba troppo "erudito", troppe citazioni di altri scritti, troppe emozioni rattenute, poco pathos...Insomma un po' troppo letteratura e poco romanzo.
Una cosa l'ho trovata "vera" e corrispondente ai sentimenti di tutta una generazione di giovani che hanno vissuto la loro giovinezza durante gli anni del terrorismo in Italia: la difficoltà di rimuovere la severità di giudizio per quei compagni con i quali abbiamo fatto le battaglie per il diritto allo studio, alla casa, al lavoro, che poi si sono fatti tentare da altre avventure, altre lotte, si sono fatti sedurre dal mito della clandestinità. Di lì ad impugnare le armi il passo è stato breve.
Veltroni descrive un azione di lotta armata, un omicidio a sangue freddo veramente perpetrato, esattamente dove lui lo contestualizza, sia nel tempo che nello spazio e nell'invenzione romanzesca attribuisce tutta la responsabilità della sua infanzia orfana e della sua attuale instabilità all'azione di una donna di nome Laura, civettando con la realtà e tradendo così la sua difficoltà a comprendere e a rimuovere. Il perdono non è una categoria che si possa concedere in massa. E' un fatto intimo, personale.
E tutto sommato, il protagonista del suo libro incarna le durezze e la severità con la quale la nostra generazione di 50/60enni giudica quelle tragedie che hanno attraversato la nostra giovinezza.
Il libro merita cmq di essere letto. Mi fate sapere cosa ne pensate? Ciao
Loremezza




permalink | inviato da il 11/9/2006 alle 23:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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